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Come si misura lo sfasamento termico di un elemento edilizio

Prosegue nei laboratori Zero Kelvin il test in regime dinamico su un campione di elemento edilizio per la determinazione dello sfasamento termico.

Il test è stato commissionato da un’impresa produttrice di sistemi per l’isolamento termico che ha costruito due campioni di elemento murario i quali differiscono per un unico componente. Lo scopo del test è quello di confrontare l’impatto di tale componente sul comportamento in regime dinamico.
Il test consiste nel fornire, mediante l’utilizzo di lampade alogene, un flusso termico periodico a un lato dell’elemento edilizio, simulando così l’azione della radiazione solare. Una termocamera ad infrarossi, posizionata sul lato non investito dallo stimolo termico, acquisisce l’andamento temporale della temperatura di entrambe le superfici dell’elemento murario. Il periodo dello stimolo termico è pari a 24 ore: il test ha una durata pari a 4 giorni.
Ma com’è possibile misurare la temperatura del lato esposto al flusso termico se è coperto? Il problema si risolve posizionando uno speciale specchio adatto all’utilizzo nella banda dell’infrarosso, che “riflette” l’andamento della temperatura della superficie esposta allo stimolo termico.

È quindi possibile determinare il valore dello sfasamento termico calcolando la differenza temporale tra i picchi di temperatura dei due lati dell’elemento murario.

Questo test termico si ispira all’articolo “Thermal response measurement of building insulating materials by infrared thermography” di Bison, Bortolin, Cadelano e Ferrarini, pubblicato sulla rivista “Energy and Building”.