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Sismabonus: arrivano gli incentivi fiscali per la sicurezza degli edifici

 

Legge di Bilancio 2017 prevede il Sismabonus: un meccanismo di detrazioni fiscali per interventi di messa in sicurezza di edifici situati in zone a rischio.

Sulla scia dei drammatici fatti legati ai recenti terremoti avvenuti nel Centro Italia, è sorta la necessità indifferibile di adeguare dal punto di vista antisismico il patrimonio edilizio pubblico e privato. Quali sono le aree interessate dal Sismabonus? Il 72% dei comuni italiani si trova in aree a rischio sismico 1 (terremoti fortissimi), 2 (terremoti forti), 3 (terremoti forti ma rari). Inoltre circa il 60 per cento degli edifici è stato costruito prima del 1974, quando sono entrate in vigore le prime norme antisismiche.

Contestualmente, diventeranno operative le “Linee guida sulla Classificazione sismica” emanate dal gruppo di lavoro costituito presso il Ministero dei Lavori Pubblici. Esse istituiscono classi di rischio attribuite a ciascun edificio secondo parametri di valutazione che fanno riferimento alle possibili perdite, dirette o indirette, correlate al verificarsi di un evento sismico (EAL expected annual loss). Si tratta di un criterio piuttosto complesso e l’attribuzione della classe di rischio dovrà essere valutata da ingegneri esperti. L’emanazione delle “Linee guida sulla Classificazione sismica” è un provvedimento molto atteso in quanto l’entità della detrazione fiscale prevista dal Sismabonus terrà conto della riduzione della classe di rischio sismico ottenuta in seguito all’intervento di riqualificazione statica.

Sismabonus prevede una detrazione fiscale a partire dal 50% delle spese sostenute fino a dicembre 2021 per un importo massimo pari a 96.000 euro per unità immobiliare e per ciascun anno, spalmata su 5 anni.

Nelle zone 1-2-3 gli incentivi fiscali saranno potenziati se si otterrà un passaggio nella classe di rischio arrivando a coprire fino all’80% della spesa (per i condomini l’85%). Il bonus è modulato come segue: detrazione del 70% per interventi che riducono di una posizione la classe di rischio; detrazione dell’80% in caso di interventi che la riducono di 2 posizioni e, infine, detrazione dell’85% se, oltre a quest’ultima riduzione, gli interventi riguardano parti comuni di condomini.

È prevista, altresì, la facoltà di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi antisismici realizzati sulle parti comuni condominiali ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a qualsivoglia soggetto terzo secondo le modalità attuative definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari.

La termografia infrarossa è una tecnica fondamentale in sede di valutazione di rischio sismico: essa, infatti, utilizzata secondo i protocolli di indagine messi a punto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, consente di “vedere” strutture nascoste sotto lo strato d’intonaco, evidenziando eventuali elementi di fragilità strutturale.

Le maggiori criticità si possono evidenziare soprattutto nel caso degli edifici storici, di cui spesso e volentieri non si conoscono le caratteristiche geometriche e strutturali, soprattutto in una nazione come l’Italia in cui oltre un milione di edifici sono sottoposti a vincoli di natura architettonica.

Lo staff di Zero Kelvin è da sempre in prima linea nelle ispezioni per la valutazione del rischio sismico di edifici storici. Ricordiamo il contributo dato nelle fasi di emergenza durante gli eventi sismici che hanno colpito l’Abruzzo nell’aprile 2009 e la partecipazione nell’ambito del progetto europeo RECES Modiquss per la valutazione del rischio sismico dell’entroterra abruzzese.